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I tesori del Museo Sacro

A Montescudaio il piccolo museo dell’arredo Sacro aprirà di nuovo, dopo le recenti scoperte, domenica 11 Settembre (per tutto il giorno) a conclusione della festa della SS. Annunziata. Le tre stanze al primo piano della canonica attigua all’abbazia di S.Maria Assunta erano già  state adibite a museo poco prima dell’estate, solo per due giorni, grazie al lavoro certosino di don Piero e di una manciata di volontari che avevano ripulito per settimane paramenti consunti, calici, teli, drappi e quant’altro caduto in disuso da decine di anni. In fondo, con tanto lavoro da fare, era facile commettere qualche piccolo errore, soprattutto nel datare alcuni degli oggetti esposti. Così, il giorno della prima e ultima apertura, tutti coloro che si erano adoperati per tenere aperto “il piccolo Museo dell’arredo sacro” si ritrovarono a correggere i conti quando una studiosa del costume, specializzata nel restauro di antichi paramenti,  sgranò gli occhi davanti a “… tanta grazia”. La studiosa  dispensò biglietto da visita e consigli per conservare al meglio ciò che solo centinaia di anni fa le abili mani delle monache riuscivano a confezionare. Non appena si comprese che quanto era apparso logoro e vecchio era in realtà solo molto antico e raro, il piccolo museo divenne in pochi istanti il protagonista di un progetto comunale. Gli oggetti che verranno esposti domenica sono in attesa di trasferimento nella loro sede definitiva. Tra qualche pezzo di pregio tenuto da sempre “come le cose sante” ricorda  “lo storico del paese”, Piero Petragli, “è emerso a poco a poco  sotto decine di occhi increduli indirizzati dall’esperienza della studiosa, un vero e proprio tesoro che domenica sarà di nuovo, intanto per un giorno, esposto al pubblico”. Stavolta però nella tre sale i vestimenti liturgici con i loro “punti a pittura” seicenteschi saranno le stars della giornata e forse ruberanno la scena a quel velo omerale (il grande rettangolo di stoffa che il sacerdote portava sulle spalle sopra il piviale) che”, ricorda Petragli, “era il nostro motivo di vanto insieme alle reliquie dei Santi (tra cui  gli impressionanti resti di san Teofilo e la croce usata un tempo per gli esorcismi), ai  libri trascritti dagli amanuensi,  al parato rosso dell’800 e a quello bianco profilato in oro….”
La riapertura del  piccolo Museo sacro prevista per l’intera giornata di domenica è stata salutata da Montescudaio come la chiusura più bella per la sua festa più sentita, quella che ogni cinque anni trasforma il Comune pisano in una bomboniera di fiocchi, tulle e fiori bianchi , la “festona della S.Annunziata” detta anche “del ritorno”.

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